Un giorno non avevo nulla da fare, così scrissi questo che vi apprestate a leggere. Non sono molto brava, quindi se siete deboli di stomaco allontanatevi piano; ora, comincia.
E' una one shot, cioè un solo capitolo, e dopo la parola fine è finita u.ù
Giulietta e Romeo. Erano paragonati ai due protagonisti della famosa tragedia di Shakespeare; ma se i due innamorati venivano ricordati, era proprio per la brutta fine che avevano fatto, e lei non voleva finire la sua storia con Francesco in tragedia.
Stavano insieme da due anni, e non avevano mai litigato. Certo, se si esclude la volta a casa di Maria, la sua migliore amica: stavano giocando a carte, e lui aveva rubato due punti. E poi quando l'aveva accusata di avergli fregato due camicie: vivevano insieme, era ovvio che si scambiassero i vestiti tra di loro, no? Non doveva affatto chiedere il permesso, ma quando glielo aveva spiegato lui era andato su tutte le furie. Isterico. Poi erano andati avanti per tre ore a insultarsi; tipico, che si scaldasse per niente. E ricordava ancora quando, a Natale, non era riuscito a tornare a casa perchè doveva lavorare; insomma, nessuno lavora il giorno di Natale! Così era andata a trovarlo in ufficio, con panettone, pandoro e champagne: voleva fargli una bella sorpresa, festeggiare con lui. Però quando era arrivata era stata scacciata in malo modo; stava controllando una pratica e non aveva tempo. Aveva cercato in ogni modo di convincerlo che a Natale il suo capo avrebbe chiuso un occhio, ma lui sembrava sordo; solo a mezzanotte era riuscita ad allontanarlo dalla scrivania, ed erano andati a mangiare fuori. Il giorno seguente, tornato dall'ufficio, arrabbiatissimo, le aveva annunciato che lo avevano licenziato; non aveva concluso la pratica, e il suo capo si era infuriato; di Natale non gliene fregava niente, non era un buona scusa. E quando poi lei aveva ribattuto che il suo capo era un vero idiota, se snobbava così il Natale, le si era rivoltato contro come un serpente a cui hanno pestato la coda. Era colpa sua, soltanto colpa sua se aveva perso il lavoro. Ah certo, solo perchè si era permessa di farlo divertire una sera, era diventata il caprio espriatorio; la verità era che lui non sapeva fare il suo lavoro, quindi doveva essere licenziato. Non era stato molto contento della risposta, e quando lei aveva insistito sul fatto che, se avesse fatto meglio il suo lavoro, non sarebbe stato licenziato, lui era esploso, e giù a litigare per tutto il giorno.
Altri episodi come questo le tornarono alla mente, e sorrise; la vita di coppia tra loro era sempre stata un litigio, un unico, grosso litigio.
Però erano felici, eccome se erano felici: andavano fuori ogni domenica, in campagna, e vedevano quasi ogni sera gli amici; non passavano mai le vacanze nello stesso posto, e la gente li paragonava a Giulietta e Romeo. Perchè la verità era che nessuno gli aveva mai visti litigare: si poteva chiedere ai vicini ( due amabili vecchietti di ottant'anni ) e rispondevano che una coppia più affiatata di loro non l'avevano mai vista; gli amici, erano pronti a confermare che Francesco e Giulia erano felici, felicissimi; mai un litigio da quando si erano conosciuti.
Lei andava fiera di questa popolarità e le faceva piacere che tutti gli elogiassero, perchè non avevano mai litigato. Davvero, al massimo erano state leggere discussioni, ma se sono piccole non contano, no? Così andavano avanti da due anni, senza aver mai litigato; a volte Francesco si lamentava, perchè era stufo che li descrivessero come una coppia felice: tra lui e Giulia era un litigio unico. Le diceva che non se ne rendeva conto, che continuava a credere che tra loro andasse tutto bene, quando lui non ne poteva più.
Si lamentava sempre, Francesco, ma lei era paziente e lo perdonava sempre; sia quando minacciava di lasciarla, sia quando usciva la sera e tornava tardi. Non le diceva mai cosa faceva, ma tornava a casa stanco e ubriaco, e lei passava la mattina a coccolarlo, come un cucciolo, perchè era troppo ubriaco per andare a lavorare, e aveva bisogno di un giorno di riposo.
Alle amiche che chiedevano perchè Francesco non fosse andato a lavorare quella mattina, rispondeva che era rimasto a casa per stare con lei, e che erano stati a letto tutto il giorno, a coccolarsi e ridere insieme. In fondo, era la verità, perchè tra una scarica di vomito e l'altra lui era lì, a farsi accarezzare e a bearsi delle sue attenzioni.
Lo amava proprio, il suo Francesco: l'aveva amato dalla prima volta che l'aveva visto, due anni prima, fuori dal suo locale preferito. Era uscita con Susy e Giorgio, e proprio Giorgio le aveva presentato questo suo amico, che lavorava con lui. Ricordava perfettamente com'era vestito: polo rossa della Lacoste, jeans strappati e scarpe di Prada; solo in seguito seppe che non si vestiva mai così, ma si era messo elegante proprio per conoscere lei, la donna più bella del mondo, come l'aveva descritta Giorgio. In effetti era particolarmente bella quella sera, anche se sapeva di essere bella sempre; sia quando si alzava la mattina con i capelli arruffati, sia quando usciva per andare in discoteca.
Era stato difficile scegliere i vestiti per la serata, perchè voleva stupire i suoi amici e magari trovare qualcuno con cui passare la notte. Aveva fatto una lunga doccia, poi si era spalmata la crema al cocco su tutto il corpo, e si era messa un reggiseno imbottito e un tanga, entrambi rossi. Non che avesse bisogno del reggiseno imbottito, ma faceva sempre una bella figura, soprattutto se indossava il vestito rosso della Dolce e Gabbana che le aveva regalato Susy: con le spalline, scollatissimo e inguinale, così da mettere in bella vista le lunghe gambe. Con il ferro aveva fatto diventare morbide onde i suoi riccioli biondi, e gli occhi azzurri erano stati truccati a dovere. Come ultimo tocco di classe, scarpe con tacco vertiginoso, pochette rossa e profumo Chanel.
Quando poi aveva notato come la guardava l'amico di Giorgio, aveva capito che la preparazione di quella sera avrebbe riscosso il risultato sperato. Lui non era male: capelli castani, look spettinato, con un po' di gel, e profondi occhi verdi. Quella sera erano stati insieme, e poi avevano iniziato a frequentarsi sempre più spesso; tre mesi più tardi facevano coppia fissa, ed era chiaro che non si sarebbero mai lasciati.
Eh sì, erano stati davvero felici, soprattutto all'inizio; lui andava a prenderla a casa con la moto, e scappavano dalla città: capitava che andassero via anche per due o tre giorni, dormendo nei motel che incontravano lungo la strada, e vivendo alla giornata.
Dopo un anno passato insieme, tra corse spericolate con la moto e serate a lume di candela in ristoranti di lusso, lui aveva deciso di mettere la testa a posto, e le aveva chiesto di andare a vivere con lui, nel suo attico in centro, e dopo poche settimane le aveva chiesto di sposarla; lei non aveva accettato, e per un po' il clima era stato teso, ma poi lui aveva accettato il fatto che lei non voleva sposarsi ed era tornato tutto come prima.
Giulietta e Romeo. Ne avevano passate tante insieme, eppure si amavano ancora come il primo giorno. Certo, a volte Francesco se ne andava per qualche giorno, ma poi tornava sempre. Ai vicini raccontava che andava via per lavoro, ed era vero: se non per lavoro, per quale motivo se ne sarebbe dovuto andare? Se avesse voluto davvero lasciarla non sarebbe tornato, questo era sicuro.
Non si spaventava mai quando, dopo l'ennesima lite, lui usciva e prometteva di non tornare mai più; un giorno, due, tre, ma l'avrebbe rivisto entro poco. Era sempre stato così, e questa volta non sarebbe stato diverso.
Guardò il calendario: 20 novembre. Girò alcune pagine, finchè non arrivò al mese di luglio; il numero 20 era cerchiato con il pennarello rosso. Quel giorno infatti, Francesco era uscito, e come al solito aveva promesso che non sarebbe tornato. Erano passati cinque mesi, ma lei era sicura che un giorno l'avrebbe trovato a casa, e le avrebbe chiesto scusa per essere stato via così a lungo. Dopotutto, tornava sempre.
FINE.
E' finita xDD
Su, commentate, sono pronta alle critiche e al lancio di pomodori u.ù

When you
try your
best but you don't
succeed,
When you get what you
want but not what you
need,
When you feel so
tired but you can't
sleepStuck in
reverseAnd the
tears come streaming down your
face,
When you
lose something you can't
replace,
When you
love someone but it goes to
waste..
Could it be
worse?
